“Non riesco a credere ai miei occhi” risultati scioccanti di Marc Marquez e sessione di prove chiuse di Ducati prima del GP Catalunya che lascia il capo Gigi Dall’igna con una decisione difficile
L’accumulo di Catalunya Grand Prix ha preso una svolta inaspettata dopo una sessione di test privata tra Marc Márquez e Ducati ha prodotto un risultato così sorprendente che anche i membri più esperti del Paddock hanno ammesso di essere rimasti sbalorditi. I testimoni oculari presenti all’evento a porte chiuse hanno riferito che il campione del mondo di otto volte ha offerto una performance che non solo ha superato le aspettative interne, ma ha anche gettato il futuro strategia di Ducati nel caos. Un addetto ai lavori è arrivato al punto di descrivere il momento ripetendo la frase che ora è diventata virale nei circoli di MotoGP: “Non riesco a credere ai miei occhi”.
Il test, tenuto sotto stretta segretezza in un circuito spagnolo pochi giorni prima del GP di Catalunya, doveva essere una valutazione controllata dell’adattabilità di Márquez al più recente prototipo Ducati. Con temperature alte e condizioni quasi identiche a quanto previsto a Barcellona, la sessione è stata progettata per fornire risposte chiare per la fabbrica italiana su opzioni di configurazione, gestione dei pneumatici e configurazioni elettroniche. Ciò che nessuno prevedeva era il livello di velocità e coerenza che Márquez ha dimostrato su più periodi. Secondo i fogli di temporizzazione trapelati, lo spagnolo ha lapato costantemente più velocemente di quanto sia Peccage Bagnaia e Jorge Martín erano riusciti durante le loro recenti sessioni, nonostante correvano con carichi di carburante simili e composti di pneumatici.

Ciò che rende la storia ancora più avvincente è che Márquez, secondo quanto riferito, ha raggiunto questi tempi con aggiustamenti minimi, mostrando una sinergia naturale con la macchina che ha colto di sorpresa. Per un pilota che si è unito solo ai ranghi di Ducati in questa stagione, il ritmo mostrato è stato a dir poco straordinario. Gli ingegneri all’interno del team hanno sussurrato che i dati raccolti hanno rivelato stabilità in curva e uscita da Márquez che si sono allineati quasi perfettamente con i parametri ideali della fabbrica. In altre parole, Ducati potrebbe aver appena assistito al tipo di armonia in bici da pilota che è rara anche ai più alti livelli di questo sport.
Le onde d’urto di questo test hanno ora raggiunto i più alti vertici della gestione Ducati. Si diceva che Gigi Dall’igna, la mente tecnica e il direttore generale di Ducati Corse, fosse visibilmente strappata durante i debriefing post-test. Il suo dilemma è chiaro: come bilanciare una squadra che ha già un due volte campione del mondo a Bagnaia, un formidabile talento a Martín e ora l’innegabile rinascita di Márquez. Fonti vicine al processo decisionale suggeriscono che Ducati si era originariamente inclinata verso la costruzione del suo progetto a lungo termine attorno a Bagnaia, con Martín visto come un forte pilastro secondario. Ma il ritmo esplosivo di Márquez ha complicato tutto, spingendo Dall’igna in quella che alcuni chiamano la decisione più difficile della sua carriera.
La situazione non riguarda solo la velocità; È anche politico. Márquez porta con sé una legione di fan e un peso commerciale senza pari. La sua presenza all’interno di Ducati potrebbe alterare le dinamiche di sponsor, le alleanze dei fan e l’immagine generale del team. Allo stesso tempo, dando a Márquez troppi rischi di importanza che inquietano l’ecosistema attentamente bilanciato che Ducati ha lavorato duramente per costruire negli ultimi anni. Si parla già di possibile tensione nel garage se Bagnaia sente il suo status di minacciata il chiaro numero uno della squadra.
Per lo stesso Márquez, il test potrebbe essere stato meno sulla politica e più sulla pura guida. Dopo aver durato anni di lesioni e lotte con una Honda sottoperformante, lo spagnolo sembra ringiovanito. Il suo linguaggio del corpo dopo la sessione, descritto dai testimoni come rilassati e quasi giocosi, ha suggerito un pilota a riscoprire la gioia delle corse. “Sembrava naturale, come se la bici fosse un’estensione di me”, è stato citato in privato al suo equipaggio. Quelle parole, abbinate ai dati grezzi, sottolineano quanto ciò potrebbe essere significativo nel modellare non solo il futuro di Ducati, ma anche la traiettoria del campionato MotoGP stesso.
Con l’avvicinarsi del GP di Catalunya, la speculazione è dilagante. Dall’igna farà una chiamata audace e ristrutturarà la gerarchia per dare a Márquez pari, o addirittura priorità, su Bagnaia e Martín? O tenterà di contenere la situazione, mantenendo intatto lo status quo mentre cerca di gestire l’ondata di Márquez a porte chiuse? Qualunque sia la decisione, porterà enormi conseguenze, sia dentro che fuori dalla pista.
Per i fan, l’idea di un Marc Márquez completamente scatenato su una Ducati è sia elettrizzante che terrificante. Emozionante perché promette che il tipo di fuochi d’artificio MotoGP non vede da anni. Terrificante perché potrebbe potenzialmente inclinare l’equilibrio competitivo dell’intero campionato, lasciando i rivali che si arrampicano per recuperare. Come un veterano del paddock lo riassume: “Se Marc è già così veloce, allora il resto della stagione è diventato una storia completamente diversa”.
Alla fine, il test privato che avrebbe dovuto essere un esercizio tecnico tranquillo è diventato invece il centro dell’universo MotoGP. Con le parole “Non riesco a credere ai miei occhi” che riecheggiano attraverso il paddock, tutta l’attenzione ora passa a Gigi Dall’igna, l’uomo che deve decidere se abbracciare questa nuova scioccante realtà o provare a contenerla. Il GP di Catalunya non sarà solo una corsa per i punti, ma anche una fase in cui la direzione futura di Ducati inizierà a prendere forma sotto una pressione immensa. E mentre la polvere si deposita, una cosa è certa: il dramma che si svolge dietro le porte del garage può rivelarsi altrettanto avvincente quanto tutto ciò che accade in pista.